La resilienza operativa della costellazione Starlink in teatri di conflitto attivi ha costretto le potenze avversarie, in particolare Russia e Iran, a evolvere rapidamente le proprie dottrine di Guerra Elettronica (EW). Se l’Iran possiede un’industria militare autoctona di rispetto, le capacità di interdizione contro asset satellitari in orbita bassa (LEO) richiedono un livello di sofisticazione che suggerisce un forte trasferimento tecnologico o dottrinale da Mosca.
Perché il jamming tradizionale fallisce
Per comprendere l’hardware necessario, bisogna prima isolare il problema balistico ed elettromagnetico. A differenza dei satelliti geostazionari, che rimangono fissi rispetto a un punto a terra, i satelliti Starlink orbitano a velocità elevate (circa 7.6 km/s) a quote basse. Questo rende obsoleti i jammer statici direzionali di vecchia generazione.
Inoltre, l’uso di antenne Phased Array permette sia al satellite che al terminale utente di focalizzare il segnale in fasci estremamente stretti tramite il beamforming elettronico. Per interrompere questo collegamento, non basta inondare l’etere di rumore; serve un sistema capace di tracciare l’arco orbitale del satellite in tempo reale e iniettare una potenza di disturbo massiccia esattamente nelle frequenze operative, tipicamente le bande Ku (10.7−14.5 GHz) e Ka (27.5−30.0 GHz).
Tirada-2S e l’uplink jamming

Il sistema che più verosimilmente corrisponde al profilo di minaccia rilevato in Iran è il Tirada-2S. Questo apparato mobile rappresenta l’apice della dottrina russa di “controsoppressione radioelettronica”. La sua specificità risiede nella capacità di effettuare Uplink Jamming.
Invece di tentare di disturbare migliaia di piccoli terminali a terra (un compito quasi impossibile su vasta scala), il Tirada punta le sue antenne direzionali ad alto guadagno direttamente verso il satellite mentre questo sorvola l’area di interesse. Saturando il ricevitore del satellite stesso, il sistema nega il servizio a tutti gli utenti che si trovano sotto la sua “impronta” (footprint). La mobilità del Tirada, montato solitamente su chassis KamAZ, si adatta perfettamente alla geografia montuosa dell’Iran, permettendo di nascondere gli emettitori e riposizionarli rapidamente per evitare eventuali attacchi di soppressione (SEAD).
L’Approccio “Smart”: Il Tobol

Meno mobile ma tecnologicamente più insidioso è il sistema 14Ts227 Tobol. Sebbene concepito come installazione fissa per la difesa del territorio russo, i principi del suo funzionamento potrebbero essere stati replicati. Il Tobol non si limita al jamming di potenza, ma tenta operazioni di spoofing.
Il sistema cerca di sincronizzarsi con la struttura del segnale della costellazione per ingannare il ricevitore satellitare, degradando il rapporto segnale-rumore (SNR) in modo che il satellite non riesca più a distinguere i comandi legittimi dal rumore di fondo. L’adozione di tecniche simili da parte dell’Iran spiegherebbe le difficoltà intermittenti riscontrate dai terminali Starlink, che spesso non perdono totalmente il segnale ma subiscono un degrado della latenza e del packet loss compatibile con un disturbo “intelligente”.
Krasukha-4 e Zhitel
Mentre Tirada e Tobol attaccano lo spazio, altri sistemi russi gestiscono il dominio terrestre. Il Krasukha-4 è una potente stazione di disturbo a banda larga. Sebbene il suo obiettivo primario siano i radar aerei e i satelliti SAR, la sua potenza di emissione è tale da poter creare “bolle” di diniego locale attorno a siti sensibili iraniani, accecando i terminali utente nelle vicinanze attraverso la saturazione delle frequenze di downlink.
Parallelamente, il sistema R-330Zh Zhitel gioca un ruolo cruciale non nel blocco, ma nella repressione. Questo apparato è specializzato nell’analisi dello spettro e nella triangolazione delle emissioni. Anche se un terminale Starlink è direzionale, emette comunque lobi laterali (“side-lobes”) di energia RF. Il Zhitel può rilevare queste emissioni anomale, permettendo alle forze di sicurezza iraniane di geolocalizzare fisicamente gli utilizzatori dei terminali, trasformando l’EW in uno strumento di intelligence cinetica.
L’efficacia delle contromisure iraniane dipende dalla capacità di integrare questi sistemi in una rete di difesa aerea integrata (IADS). Non si tratta solo di accendere un interruttore, ma di coordinare sensori passivi per individuare il satellite e attuatori attivi (i jammer) per colpirlo nella finestra temporale di sorvolo, che dura solo pochi minuti. La presenza di disturbi efficaci in Iran è la prova indiretta che Teheran non sta solo usando hardware russo, ma ha assorbito le complesse procedure di puntamento e tracking necessarie per la guerra nello spazio cercano.
Le contromosse di Starlink

Per comprendere come un terminale Starlink possa sopravvivere a un attacco elettronico, dobbiamo abbandonare l’idea dell’antenna come semplice “orecchio” passivo. Le antenne di Starlink sono sistemi AESA (Active Electronically Scanned Array), composte da centinaia di minuscoli elementi radianti controllati individualmente da processori dedicati. Questa architettura permette di modellare la ricezione non muovendo il piatto fisico, ma manipolando la matematica delle onde radio.
Se il Beamforming è l’arte di sommare i segnali per “ascoltare meglio” in una direzione specifica (somma costruttiva), il Null-Steering è l’arte di sottrarre i segnali per diventare “sordi” in una direzione specifica (somma distruttiva).
Interferenza Distruttiva
Il concetto fisico alla base è l’interferenza. Quando un’onda radio colpisce la griglia dell’antenna, arriva a ciascun piccolo elemento in tempi leggermente diversi a seconda dell’angolo di provenienza. Il processore dell’antenna applica un ritardo temporale (o sfasamento di fase) a ciascun elemento per allineare i picchi dell’onda desiderata, amplificandola.
In presenza di un jammer russo che bombarda il terminale da una direzione specifica, il processore esegue l’operazione inversa. Calcola una serie di pesi complessi (ampiezza e fase) da applicare agli elementi dell’antenna in modo tale che, sommando i segnali provenienti solo da quella specifica direzione ostile, il risultato sia zero. In termini tecnici, l’antenna crea un “nullo” nel suo diagramma di radiazione: una zona di sensibilità zero puntata esattamente verso la sorgente del disturbo. È come se l’antenna creasse un “buco nero” virtuale nella direzione del nemico, cancellando il rumore prima che venga processato dal modem.
La vera sfida non è creare un nullo statico, ma farlo dinamicamente. Sia i satelliti Starlink che i potenziali jammer (se montati su mezzi mobili o aerei) possono cambiare posizione relativa. Qui entrano in gioco algoritmi adattivi come il MVDR (Minimum Variance Distortionless Response).
L’algoritmo analizza costantemente l’ambiente elettromagnetico, identificando la direzione da cui proviene la massima energia di interferenza. Matematicamente, il sistema cerca di minimizzare la potenza totale in uscita mantenendo fisso il guadagno verso il satellite legittimo. Il risultato è che il diagramma di radiazione dell’antenna assume una forma complessa: un lobo principale forte puntato verso il satellite in orbita, e profondi “buchi” (nulls) scavati precisamente nelle direzioni dei jammer a terra. Questo processo viene ricalcolato migliaia di volte al secondo.
Quando il software non basta
Sebbene il Null-Steering sia estremamente efficace contro disturbi laterali, non è invincibile. Esistono due limiti fondamentali che i sistemi EW russi cercano di sfruttare.
Il primo è la saturazione del Front-End. Il Null-Steering avviene nel dominio digitale o analogico dopo che il segnale è stato ricevuto dai primi stadi di amplificazione (LNA). Se il jammer (come un Krasukha-4 a breve distanza) emette una potenza talmente elevata da “bruciare” o saturare fisicamente gli amplificatori d’ingresso, il processore riceverà solo un segnale distorto e piatto. In questo caso, nessuna matematica può recuperare l’informazione; è come urlare in un orecchio così forte da sfondare il timpano.
Il secondo limite è la Co-linearità. Se il satellite Starlink, durante la sua orbita, passa esattamente dietro al jammer rispetto al punto di vista dell’utente, i due segnali provengono dallo stesso angolo θ. L’antenna non può mettere un “nullo” sul jammer senza mettere un nullo anche sul satellite, perdendo la connessione. I sistemi EW intelligenti cercano di prevedere le orbite per attivarsi proprio in questi momenti di allineamento geometrico.
Altri metodi di EW
Oltre all’attacco diretto sulle frequenze radio, esiste un vettore più sottile che sfrutta la logica interna del terminale: il GPS Spoofing finalizzato al Geofencing. I terminali Starlink dipendono dai segnali GNSS non solo per orientare il fascio, ma per validare la propria posizione rispetto alle No-Service Zones imposte da SpaceX (spesso per motivi legali o sanzionatori). Utilizzando sistemi di inganno GNSS (come le varianti dell’Avtobaza-M), un attaccante può trasmettere coordinate false che sovrascrivono quelle reali, facendo credere al software del terminale di trovarsi in un’area geografica non autorizzata o contesa. Questo innesca un meccanismo di soft-kill: il terminale, rilevando di essere “fuori zona”, cessa autonomamente le trasmissioni per rispettare i protocolli firmware, ottenendo un diniego del servizio senza la necessità di saturare l’intero spettro elettromagnetico.
// INTEL SOURCES & REFERENCES [15]
- [01]United24 Media - Iran Reportedly Tested Russian Electronic Warfare Against Starlink: LINK ↗
- [02]The National Interest - Did Iran Just Use Russia's “Kalinka” Jamming System on Starlink?: LINK ↗
- [03]The Space Review - The successful development of Russia's counterspace activities: LINK ↗
- [04]Medium - Jamming and Unjamming Starlink: High-Stakes Tech War: LINK ↗
- [05]United24 Media - Iran Reportedly Tested Russian Electronic Warfare Against Starlink: LINK ↗
- [06]The National Interest - Did Iran Just Use Russia's “Kalinka” Jamming System on Starlink?: LINK ↗
- [07]The Space Review - The successful development of Russia's counterspace activities: LINK ↗
- [08]Medium - Jamming and Unjamming Starlink: High-Stakes Tech War: LINK ↗
- [09]Army Technology - Krasukha Electronic Warfare (EW) System: LINK ↗
- [10]ODIN (US Army) - R-330Zh Zhitel Russian Cellular Jamming System: LINK ↗
- [11]Wikipedia - Krasukha (Technical Overview): LINK ↗
- [12]MDPI Sensors - Anti-Jamming Null-Steering Control Technique: LINK ↗
- [13]Institute of Navigation - Enhancing GNSS Resilience: Analog Null Steering: LINK ↗
- [14]Supercluster - Iran's Authorities Failed to Jam Starlink: LINK ↗
- [15]The Guardian - An ecosystem of smuggled tech holds Iran's last link: LINK ↗