Ucraina, il blocco di SpaceX a 90 km/h per fermare i droni russi

pubblicato lunedì 02/02/2026 alle 00:48

In un contesto bellico dove la supremazia informativa è determinata dalla resilienza delle reti, la piattaforma Starlink di SpaceX è passata da essere un “abilitatore umanitario” a un asset critico.

Le recenti restrizioni tecniche, che impongono un limite di velocità operativa a circa 90 km/h per i terminali non autorizzati in territorio ucraino, segnano una nuova fase nella gestione del “dual-use” tecnologico in zone di conflitto.

Il limite dei 90 km/h

Negli ultimi giorni, numerosi operatori sul campo hanno segnalato l’attivazione di un blocco software. Quando un terminale Starlink rileva un movimento superiore alla soglia dei 75-90 km/h (circa 56 mph), la connettività viene interrotta istantaneamente, restituendo l’errore: “Movement speed is too high”.

Geofencing e telemetria lato server

A differenza dei precedenti tentativi di limitazione, che si affidavano ai dati GPS comunicati dal terminale (facilmente manipolabili tramite spoofing della telemetria), l’attuale restrizione sembra basarsi su calcoli di velocità e posizione effettuati direttamente dalla costellazione satellitare.

I satelliti LEO (Low Earth Orbit) possono triangolare il movimento del terminale incrociando i segnali Ku/Ka band e poiché il calcolo avviene lato server (SpaceX), per le forze avversarie è quasi impossibile ingannare il sistema senza un accesso fisico o un’alterazione radicale del firmware.

Contrastare la “Weaponization” russa

La misura è stata implementata da SpaceX su esplicita richiesta del Ministero della Trasfomazione Digitale ucraino. L’obiettivo primario è neutralizzare l’uso di Starlink su UAV (Unmanned Aerial Vehicles) d’attacco russi a lungo raggio.

Molti droni d’attacco russi, come i modelli Shahed-136 (Geran-2), Italmas e Molniya, sono stati recentemente equipaggiati con terminali Starlink Mini per superare i limiti del segnale radio tradizionale e dei sistemi di jamming locali e permettere agli operatori a migliaia di chilometri di distanza di colpire obiettivi mobili con precisione chirurgica.

    Il limite di 90 km/h è calibrato per essere appena al di sotto della velocità di crociera di questi velivoli ad ala fissa. Mentre un terminale montato su un blindato o un camion che viaggia a velocità moderate rimane operativo, un drone in volo d’attacco perde la connessione non appena accelera per la missione, diventando vulnerabile ai moderni sistemi di guerra elettronica.

    Il sistema di “whitelisting”

    Per evitare che tale restrizione penalizzi le forze armate ucraine (ZSU), è stato introdotto un protocollo di autorizzazione centralizzata. I terminali registrati ufficialmente dalle brigate ucraine vengono inseriti in una “whitelist” che permette di ignorare il limite di velocità mentre i droni FPV (First Person View), che operano tipicamente a velocità inferiori o su frequenze radio diverse, non risentono significativamente del provvedimento.

    Questa soluzione è considerata “emergenziale”. Secondo fonti interne al Ministero della Difesa ucraino, SpaceX sta lavorando a una transizione verso un’architettura Zero Trust, in cui ogni terminale non esplicitamente autorizzato verrà disattivato permanentemente se rilevato in determinate zone geografiche o con profili di movimento sospetti.

    Considerazioni

    Questa mossa solleva interrogativi cruciali sulla sovranità tecnologica in guerra. SpaceX ha dimostrato di poter agire come un vero e proprio “regolatore” del campo di battaglia digitale. Dal punto di vista della Cyber-Intellligence, l’efficacia di questa misura dipenderà dalla rapidità con cui il comparto EW russo cercherà di sviluppare bridge di comunicazione o di acquisire terminali già autorizzati tramite operazioni di intelligence o cattura sul campo.

    Per il momento, il limite dei 90 km/h ha creato una zona d’ombra tecnologica che protegge le infrastrutture critiche ucraine dai droni guidati via satellite, ristabilendo, almeno parzialmente, un equilibrio asimmetrico a favore del difensore.

    // INTEL SOURCES & REFERENCES [6]

    Articolo modificato il 02/02/2026 alle 00:02