Iran vs Starlink: la guerra invisibile per spegnere Internet dal cielo

pubblicato mercoledì 14/01/2026 alle 22:36

Nel gennaio 2026, in pieno blackout informativo e con proteste diffuse, diverse testate e fonti OSINT hanno riportato che l’Iran avrebbe tentato di disturbare l’accesso a Starlink, replicando approcci già visti in altri teatri (in primis l’Ucraina) e spingendo SpaceX a rilasciare aggiornamenti software mirati.

La domanda chiave, dal punto di vista tecnico, non è “si può spegnere Starlink?” (la risposta pratica è: localmente sì, globalmente no), ma come si riduce la qualità del collegamento fino a renderlo inutilizzabile e quali protezioni di “resilienza” possiede il sistema.

Come funziona davvero Starlink “sul campo”

Starlink è una rete LEO dove i satelliti scorrono rapidamente nel cielo e il terminale utente deve gestire handover frequenti, tracking del fascio e riconnessioni continue. La dish (il “pizza box”) usa un’antenna phased array che forma e orienta elettronicamente il fascio verso il satellite “migliore” in vista, e può cambiare satellite per mantenere il servizio anche in presenza di ostacoli o degradazione del link.

Questa architettura aiuta molto contro interruzioni “casuali”, ma non elimina la vulnerabilità più classica: il radio link fra utente e satellite, cioè l’anello fisico su cui si può intervenire con guerra elettronica.

Jamming del collegamento utente–satellite (interferenza RF)

Quando si parla di accecamento, nella maggior parte dei casi non si intende “spegnere i satelliti”, ma abbassare il rapporto segnale/rumore (SNR) al punto che la connessione collassa o diventa intermittente.

È lo scenario più citato: interferenze in banda che sovrastano il segnale utile, impedendo al terminale di ricevere o trasmettere correttamente. Reuters, ad esempio, riporta che non sia chiaro il meccanismo preciso, ma che una causa plausibile sia il jamming dei terminali.

Euronews parla esplicitamente di metodi “simili alla Russia” e di possibili jammer mobili in grado di rallentare o bloccare le connessioni.
Forbes ha descritto l’episodio come un salto di qualità nelle misure di blackout, con uso di jamming militare contro l’accesso Starlink.

I terminali consumer hanno vincoli di potenza, dimensioni e sensibilità. In una zona specifica, un disturbo ben piazzato può rendere la vita difficile anche a un sistema progettato per essere robusto.

Interferenza su GPS/GNSS

Un vettore spesso sottovalutato è l’interferenza (jamming/spoofing) sui segnali GNSS. Non è necessariamente l’attacco che “spegne” la rete, ma può colpire funzioni essenziali del terminale come sincronizzazione e posizionamento, con impatto sulla stabilità del collegamento e sulla gestione di fascio/handover.

Fonti giornalistiche e analisi pubbliche hanno riportato che aggiornamenti Starlink avrebbero aiutato gli utenti a “bypassare” interferenze GPS osservate in contesti ostili.

Un lavoro accademico sull’argomento conclude che la costellazione sembra mostrare resilienza allo spoofing GPS e suggerisce che possano esserci controlli aggiuntivi o verifiche di localizzazione sfruttando la rete Starlink stessa.

Il punto più rilevante, lato anti-spoofing GNSS, è che la posizione non deve essere “creduta” ciecamente. La tesi Linköping suggerisce che la rete possa contribuire alla verifica della localizzazione oltre al solo GPS.
In pratica: se GNSS improvvisamente dice una cosa incompatibile con altri indicatori (timing, dinamica del link, coerenza con la rete), il sistema può degradare, segnalare anomalia o passare a modalità più conservative.

Pressione fisica e “anti-access”

Nel caso iraniano, Starlink è illegale e i terminali risultano introdotti con canali informali. Il che apre un fronte non tecnico, ma determinante: raid, sequestri, intimidazione, fino a ridurre drasticamente la densità dei terminali attivi e la loro visibilità. AP riporta che le autorità avrebbero intensificato gli sforzi per individuare e disturbare i dispositivi, con efficacia solo parziale.

Perché SpaceX può reagire così in fretta

Uno degli aspetti più interessanti del caso Starlink è che molte contromisure possono essere distribuite via aggiornamento software/firmware sui terminali e sulla rete.

CircleID, parlando dell’esperienza bellica in Ucraina, evidenzia che SpaceX ha risposto al jamming non (solo) con nuovo hardware, ma spingendo software update rapidi e contromisure distribuite in tempi molto più brevi del procurement tradizionale. France24 riferisce di update pensati per superare interferenze e tentativi di disturbo osservati anche in Iran.

Come localizzano chi lo sta usando?

Dal punto di vista tecnico, la famiglia di tecniche idonee all’individuazione di una trasmissione è quella del rilevamento di emissioni radio (non solo satellitari: anche Wi-Fi locale, apparati vicini, abitudini operative). In generale, è dunque qualcosa che afferisce alla branca OPSEC/COMSEC.

Immagine di copertina: Tim Reckmann 

// INTEL SOURCES & REFERENCES [11]

  • [01]Reuters – Iranians tap Musk’s Starlink to skirt internet blackout, sources say: LINK
  • [02]Euronews Next – Iran’s internet blackout: How authorities could be blocking Starlink: LINK
  • [03]France 24 – How Iran jammed Starlink (and how Iranians are trying to get around it): LINK
  • [04]Ars Technica – Starlink tries to stay online in Iran as regime jams signals during protests: LINK
  • [05]Associated Press (AP News) – Iran’s nationwide protests feel smothered after a weeklong crackdown and internet outage: LINK
  • [06]Al Jazeera – Is Starlink helping Iranians break internet blackout, and how does it work?: LINK
  • [07]Rest of World – Iran crippled Starlink and why the rest of the world should worry: LINK
  • [08]CircleID – Starlink in Ukraine: What Three Years of Wartime Connectivity Taught Us: LINK
  • [09]CircleID – Why Starlink is Failing to Pierce Iran’s Total Internet Blackout: LINK
  • [10]Starlink (ufficiale) – Specifications: LINK
  • [11]Linköping University (PDF tesi) – Investigating Starlink’s Resilience to GPS Spoofing and …: LINK

Articolo modificato il 16/01/2026 alle 19:01